I peeling

Il peeling (dal termine inglese to peel, spellare, ormai entrato nella terminologia internazionale) è un procedimento che prevede l’applicazione di uno o più agenti chimici sulla cute che induce il distacco e/o distruzione dell’epidermide e di parte del derma con successiva rigenerazione e rimodellamento cutaneo al fine di eliminare od attenuare irregolarità della superficie cutanea quali esiti atrofico-cicatriziali dell’acne (o di altro natura), rughe o altre lesioni dermatologiche inestetiche, quali cheratosi attiniche, discromie e piccole rughe. Alcuni peeling più superficiali sono inoltre indicati nel trattamento dell’acne in fase attiva e delle alterazioni della tessitura cutanea. I peeling si distinguono in molto superficiali, superficiali, medi e profondi a seconda del livello cutaneo raggiunto.

SOSTANZE UTILIZZATE

Le sostanze più utilizzate sono:
l’acido glicolico 50-70%,
l’acido salicilico (25-30%)
l’acido piruvico 40-60%,
la soluzione di Jessner (acido lattico resorcinolo, acido salicilico; anagrammi 14),
il resorcinolo,
l’acido tricloroacetico (10-30%).
E’ ormai sempre maggiore la richiesta di ridurre al minimo i tempi di eritema e desquamazione quindi di restitutio ad integrum della cute ma soprattutto la necessità di uniformità e prevedibilità della penetrazione per ridurre il rischio di effetti collaterali (eritema, iperpigmentazioni). Da ciò le numerose formulazioni messe a punto che utilizzano diversi agenti peeling o principi attivi in combinazione o formulati per standardizzare ed uniformare la penetrazione dell’agente chimico rendendone più facile l’esecuzione, ridurre al minimo gli effetti collaterali ed ottimizzandone gli effetti biologici finalizzati al ringiovanimento cutaneo o al trattamento di acne,discromie o cicatrici.

LA PROFONDITA’

La profondità del peeling dipende da vari fattori quali l’agente chimico e la sua concentrazione, la regione cutanea, la preparazione cutanea pre-peeling, la modalità di esecuzione e l’expertise dell’operatore. I peeling molto superficiali generalmente inducono la rimozione dello strato corneo mentre i peeling superficiali, medi e profondi penetrano rispettivamente fino al derma papillare, al derma reticolare superficiale e derma reticolare medio inducendo, quale conseguenza del danno epidermico, l’inizio dei processi di wound healing.

COSA AVVIENE NEL POST PEELING

In genere quando si esegue un peeling superficiale nei giorni successivi si osserva una lieve esfoliazione brunastra che dura 3-5 giorni con conseguente rigenerazione cutanea.

INDICAZIONI

I peeling superficiali sono indicati per il trattamento di acne papulopustolosa in fase attiva (acido glicolico, acido salicilico, acido piruvico), di discromie e di cicatrici lievi inoltre per il miglioramento della tessitura cutanea e della cute seborroica ed infine del fotoinvecchiamento di grado lieve (resorcina,TCA).
I peeling medi si ottengono mediante utilizzo di uno o più agenti chimici in combinazione al fine di ottenere una necrosi epidermica a tutto spessore e la necrosi irreversibile di parte del derma compreso tra derma papillare e derma reticolare superficiale. La necrosi irreversibile risparmia la porzione distale del follicolo pilo-sebaceo punto di partenza della riepitelizzazione cutanea. Nell’esecuzione di un peeling medio è necessario tener presente il delicato equilibrio tra profondità della necrosi tissutale, che deve essere sufficiente ad una rigenerazione del derma per esitare ad esempio in una visibile “skin rejuvenation” o in attenuazione di cicatrici postacneiche che non risulti in una necrosi a tutto spessore con il rischio di esito cicatriziale.
Attualmente l’acido tricloroacetico (25-35%) è l’agente chimico più usato per eseguire peeling chimici di media profondità. La sua applicazione provoca una estensiva denaturazione delle proteine con conseguente necrosi cellulare. Nei 5-7 giorni seguenti si osserva un distacco dell’epidermide e del derma superficiale che rimuove i cheratinociti e parte del derma alterati. Durante tale fase avviene la riparazione tissutale per seconda intenzione con riepitelizzazione parte dalla porzione profonda del follicolo pilifero contemporaneamente alla rigenerazione del tessuto connettivo. Sebbene la riepitelizzazione si concluda in circa 7 giorni è possibile documentare il rimodellamento del derma per ancora 6 mesi.

Il meccanismo d’azione di ciascun agente chimico:

Acido glicolico ed altri alfa Idrossiacidi (ac. citrico, malico, tartarico) Riduzione coesione cheratinociti Soprabasali/epidermolisi 20-70% Peeling molto superficiale/superficiale
Acido piruvico Riduzione coesione cheratinociti Soprabasali/epidermolisi 40-60% peeling superficiale/medio
Acido salicilico Cheratolitico Peeling molto superficiale/superficiale
Resorcinolo Rottura ponti disolfuro intercorneocitari 20-50% Peeling superficiale/medio
Acido tricloroacetico (TCA) Necrosi Coagulativa proteine 20-35% peeling superficiale/medio
Fenolo Necrosi Coagulativa proteine 88% peeling profondo

TRATTAMENTO DEGLI ANGIOMI PIANI CON F.L.P.P. DYE LASER

Ogni singolo impulso laser è così breve (450-1500 microsecondi circa), da non essere quasi avvertito dal paziente. Il fastidio che si prova durante il trattamento è paragonabile al colpo di un elastico. Molti pazienti possono fare a meno dell’anestesia, per altri è sufficiente l’uso di creme anestetiche. Solo in alcune zone cutanee si renderà necessaria l’anestesia locale per infiltrazione.
Anche nei bambini molto piccoli molto spesso non viene eseguita alcuna anestesia ad eccezione di quando devono essere trattate le palpebre. Nel caso di lesioni estese si rende necessaria una blanda sedazione allo scopo di tranquillizzare il piccolo paziente e per poter eseguire l’intervento nella maniera tecnicamente più corretta Subito dopo il trattamento viene avvertito un fastidio paragonabile ad una ustione di lieve entità, che scompare nel giro di 24-48 ore.
La coagulazione dei capillari ha come conseguenza la formazione passeggera di macchie bluastre simili a lividi sulla superficie cutanea, ciascuna delle dimensioni di una lenticchia. La zona trattata dovrebbe essere coperta completamente da queste macchioline attaccate una all’altra. Sono necessarie alcune settimane (da 4 a 10) perchè la pelle diventi più chiara. I segni possono essere fonte di prurito per alcune ore e ci può essere anche un minimo gonfiore e un bruciore che assomiglia a una scottatura solare che scompare nel giro di qualche giorno. Altre volte si possono formare delle crosticine che cadono in alcuni giorni. In alcuni pazienti può persistere una lieve iperpigmentazione (macchia bruna) che normalmente va via nel corso di un paio di mesi. E’ essenziale l’astensione totale dall’esposizione solare e bisogna applicare una crema antisolare per circa 1 mese. Nel corso della seduta viene in genere trattato tutto l’angioma nella sua estensione totale (in particolare ciò è possibile se la macchia occupa una parte del volto), angiomi molto grandi vengono solitamente trattati in maniera parziale.
In genere non è mai sufficiente una sola seduta. Non è possibile prevedere il numero di sedute necessarie poichè sono molte le variabili in grado di influenzare l’efficacia del trattamento (ad es. età del paziente, spessore, sede, dimensioni e colore dell’angioma). In particolare per angiomi delle aree distali (gambe,piedi,mani) e per quelli di antica data, vasti, molto scuri e/o spessi o con noduli non può essere garantita la loro completa scomparsa, in quanto questa non si verifica in tutti i casi. Inoltre tra gli angiomi del volto quelli dell’area centro facciale e quelli corrispondenti al territorio della II branca del trigemino sono quelli che necessitano di un maggior numero di sedute.
La qualità del risultato è individuale e non prevedibile. L’intensità dello schiarimento delle lesioni può non risultare completo e uniforme a seconda della natura e delle sedi delle lesioni. Anche se viene ottenuto un soddisfacente grado di schiarimento la tonalità della cute trattata può discostarsi dalla cute indenne circostante.

TRATTAMENTO LASER DEI TATUAGGI

La chirurgia laser mediante laser Q-Switched è efficace e, allo stato attuale delle conoscenze scientifiche, la metodologia più avanzata per il trattamento di questo problema). Nonostante questo non può essere data la certezza assoluta della totale scomparsa della pigmentazione per le numerose variabili in gioco (qualità dell’inchiostro, tecnica del tatuaggio, risposta individuale al trattamento). A volte, un tatuaggio non scompare ma diventa, schiarendosi, meno evidente. Eccezionali sono i casi dell’accentuazione del colore dopo il trattamento laser.
Saranno necessarie più sedute. I più comuni effetti collaterali e le eventuali complicanze al suddetto trattamento sono qui di seguito elencate:
Fastidio soggettivo: ogni impulso laser può arrecare un lieve o moderato disagio simile a una sensazione di bruciore o ad un colpo di elastico. Se lo desidera è possibile utilizzare una crema anestetica.
Effetto “pop corn”: immediatamente dopo il trattamento, per effetto dell’onda laser, la pelle irraggiata appare bianca per poi trasformarsi in una sottilissima crosticina.
Microsanguinamento della zona trattata
Gonfiore localizzato al tatuaggio: le aree con tatuaggi che più ne risentiranno saranno gli occhi, le mani e i piedi. Il gonfiore si ridurrà in pochi giorni con eventuali applicazioni d’impacchi freddi.
Croste: queste di solito si sviluppano immediatamente dopo il trattamento e scompaiono nel giro di pochi giorni.
Pelle più scura (iperpigmentazione): questa reazione è più comune nei pazienti con toni di pelle scura o olivastra, ed avviene se la parte interessata viene esposta al sole.
Pelle più chiara (ipopigmentazione): può sopravvenire su un area già sottoposta a parecchi trattamenti. Le chiazze chiare di solito si ripigmentano nel giro di 3-6 mesi e, solo raramente, possono essere permanenti.

TRATTAMENTO IPERCROMIE CUTANEE MEDIANTE LASER Q-SWITCHED

Lo scopo di questo trattamento è quello di eliminare le discromie cutanee di varia origine. Il raggio laser per il trattamento viene assorbito dalla pelle senza che sia danneggiato il tessuto circostante. Durante il trattamento indosserò occhiali di protezione.
La sensazione provocata dal laser può essere fastidiosa e può variare di intensità: è molto simile a quella causata da un leggero pizzico e dura solo qualche secondo. Potrebbero essere necessari più trattamenti. Generalmente la zona trattata appare subito dopo il trattamento bianca (effetto pop-corn), per la formazione di vapore all’interno del tessuto malato, ma tale effetto scompare in poco tempo (alcuni minuti), lasciando una pigmentazione più accentuata per alcuni giorni: infatti sulla parte trattata si formerà una crosticina che cadrà dopo qualche giorno.
Pur essendo la metodica la migliore per trattare il mio problema, il risultato non può essermi garantito in maniera assoluta e che potrebbe residuare nella zona trattata una pigmentazione diversa.
L’aspettativa realistica è di un 70-90% di miglioramento dopo alcuni trattamenti laser nella zona in questione. Dopo il trattamento comparirà gonfiore e i capillari più grandi assumeranno un colorito porpora e potranno raramente comparire delle crosticine. Tale situazione andrà migliorando nella settimana successiva In alcuni casi possono presentarsi delle iperpigmentazioni, soprattutto in pazienti con carnagione scura, che regrediscono spontaneamente in due mesi. Solo in un 5% dei casi si presentano ipopigmentazioni che in un 2% dei pazienti sono permanenti.
Negli anni i capillari torneranno e saranno necessarie ulteriori sedute.